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23/04/2019 09:00

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I petroliferi non bastano a sostenere Piazza Affari, lo spread sale

Il Consiglio dei ministri in programma nel tardo pomeriggio sul decreto crescita si preannuncia teso. Venerdì 26 aprile S&P si pronuncerà sul rating italiano. A mercato chiuso i dettagli del collocamento del Bot semestrale. Il Wti sopra 66 dollari al barile sostiene Eni, Saipem e Tenaris. Giù i titoli che oggi staccano la cedola, soprattutto Fca, Cnh Industrial e FinecoBank | Piazza Affari, oggi è dividend day

di Francesca Gerosa



Piazza Affari

Borse europee deboli in avvio di seduta, anche l'indice Ftse Mib (-0,20% a 21.913 punti) di Piazza Affari dopo la pausa pasquale, complice lo stacco delle cedole relative al dividendo 2019 di alcune big. Il cambio euro/dollaro è a 1,1247, in calo dello 0,07%, e il cross sterlina/dollaro viaggia a 1,2984 (+0,06%).

Per il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, "nessuno sa come finirà Brexit. E questo sta creando grande incertezza. C'è ancora paura che ci sia una hard Brexit senza alcun accordo negoziato sul ritiro (del Regno Unito, ndr)", ha dichiarato in un'intervista al tedesco Funke Mediengruppe, nella quale ha sollecitato Londra a mettere a frutto il rinvio di sei mesi ottenuto per la definizione dell'uscita dall'Unione.

Sul fronte interno, il Consiglio dei ministri in programma nel tardo pomeriggio sul decreto crescita si preannuncia teso: la Lega pretende lo stralcio della norma "salva Roma" o un'estensione ad altri Comuni della misura contenuta nel decreto crescita. Inoltre fa discutere il caso del sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, indagato per corruzione. Matteo Salvini lo ha difeso e ha chiesto le dimissioni della sindaca di Roma, Virginia Raggi, per le presunte pressioni sul presidente dell'Ama per correggere il bilancio della municipalizzata.

Il premier, Giuseppe Conte, ha escluso che il governo duri pochi mesi. Anche il capogruppo M5S alla Camera, Francesco D'Uva, in un'intervista ha assicurato che "il governo va avanti". D'Uva, tuttavia, è consapevole che le tensioni tra i due alleati di governo, M5S e Lega, si sono acuite e che "ora la situazione è un po' più seria": "Un po'", ha spiegato, "perché ci sono le elezioni e un po' perché il caso Siri ci ha colpito per la sua gravità, ma il governo deve andare avanti".

Riguardo a un'eventuale richiesta di dimissioni a Siri da parte del premier, D'Uva ha affermato: "Il sottosegretario dovrà dimostrare la propria estraneità. Nel frattempo, per opportunità politica, sarebbe meglio che facesse un passo di lato. Un governo del cambiamento non può lasciare che ci siano dubbi sulla longa manus di qualcuno".

Lo spread Btp/Bund allarga a quota 261,9 punti base in attesa venerdì 26 aprile del pronunciamento di S&P sul rating italiano. Sarà la quarta agenzia di rating a esprimersi dopo Dbrs, Fitch e Moody's che hanno lasciato invariato il proprio giudizio sull'Italia rispettivamente a BBB (high) con un outlook stabile, BBB con un outlook negativo e Baa3 con un outlook stabile, ricorda l'agenzia Reuters. S&P ha attualmente un rating BBB, due gradini sopra il livello non investment grade e ha tagliato l'outlook da stabile a negativo a ottobre 2018. Secondo Unicredit , venerdì S&P non modificherà il proprio parere in attesa delle elezioni europee di maggio e della partita sulla legge di Bilancio che si aprirà in autunno.

In attesa delle aste di fine mese, che prenderanno il via domani con il collocamento di Ctz e Btpei, aggiunge Reuters, il Tesoro a mercati chiusi renderà noti i dettagli del collocamento del Bot semestrale che verrà assegnato in asta venerdì 26 aprile. L'appuntamento clou sarà con le aste di fine mese in agenda per martedì 30 aprile. La scorsa settimana il Tesoro ha reso noto che nell'asta di domani verranno offerti fino a 3 miliardi di euro del nuovo Ctz giugno 2021 e fino a 1 miliardo di Btpei 15 anni.

Con i prezzi del petrolio in rialzo dopo la notizia che gli Usa intendono bloccare le esportazioni di greggio iraniane (il Wti sale dello 0,73%, a 66,04 dollari al barile, mentre il Brent guadagna lo 0,49%, a 73,91 dollari al barile), sul listino milanese Eni si apprezza dell'1,40% a 15,64 euro, Saipem  del 2,42% a 4,78 euro, complice Morgan Stanley che ha confermato la raccomandazione overweight e il prezzo obiettivo a 7 euro sul titolo, e Tenaris  del 2,26% a 13,33 euro.

Invece oggi staccano le cedole Campari  (+0,35% a 8,66 euro), Cnh Industrial  (-1,38% a 1,72 euro), Ferrari  (-0,45% a 122,55 euro), Fca  (-2,46% a 14,29 euro) che venerdì ha annunciato il richiamo di oltre 320.000 esemplari di Dodge Dart in Nord America per un difetto al cambio, FinecoBank  (-1,48% a 11,97 euro), Prysmian  (-0,06% a 16,32 euro) che ha annunciato venerdì scorso il rifinanziamento di una linea di credito revolving da 1 miliardo di euro con un pool di banche, Recordati  (-0,03% a 35,47 euro), Unicredit  (-1,60% a 12,55 euro), Banca Mediolanum (-% a euro) e Piaggio  (-% a euro).

E se STMicroelectronics (-1,20% a 16,40 euro) oggi riunisce il cda sui conti del primo trimestre 2019 (comunicato il 24 aprile), Tim  si conferma debole (-0,99% a 0,5084 euro) insieme a Juventus  (-2,63% a 1,2975 euro). Per il resto, sale dello 0,59% a 1,702 euro Mondadori  che ha ceduto la controllata Mondadori  France a Reworld Media. Per il gruppo di Segrate tale accordo è in linea con la sua strategia di proseguire nel processo di riposizionamento strategico e ulteriore focalizzazione sui core business più redditizi.

Il perimetro oggetto di cessione comprende la partecipazione, pari al 100% del capitale, che Arnoldo Mondadori Editore  detiene in Mondadori  France e le relative società controllate e/o partecipate. Il corrispettivo dell'operazione è pari a 70 milioni di euro (cash free/debt free), al quale si aggiunge un earn-out pari a 5 milioni di euro che sarà corrisposto secondo i termini comunicati al mercato lo scorso 18 febbraio.

Restando nel comparto media cede lo 0,83% a 0,3585 euro Gedi dopo aver registrato nel primo trimestre del 2019 un utile netto in calo a 2 milioni di euro rispetto ai 3 milioni del primo trimestre 2018. Il fatturato consolidato si è attestato a 145,6 milioni contro i 155,8 milioni dei primi tre mesi dello scorso esercizio (-6,5%). In particolare, i ricavi diffusionali sono diminuiti del 6,5% a 67,1 milioni, mentre i ricavi pubblicitari hanno registrato una riduzione dell'8% rispetto ai primi tre mesi del 2018. Il margine operativo lordo è calato a 8,4 milioni da 11,4 milioni del primo trimestre 2018. In riduzione anche i costi, inferiori del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2018 (-4,8% i corsi del personale e -6,1% gli altri costi).


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